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e6b870313b2d513d4b92ffd1307ba499 In occasione dell'ultimo anno del centenario della Grande Guerra, due appuntamenti a cura di Giacomo BolliniLucia Gaudenzi e Stefano Lollini. Dal 9 febbraio 2018 alle 18.


 

 

Venerdì 9 febbraio, ore 18.00

San Lazzaro alla guerra: storie di uomini che partirono per il fronte e non fecero ritorno

RELATORE: Giacomo Bollini

1918-2018, ci troviamo nell’ultimo anno del centenario della Grande Guerra. L’anno della fine della guerra, della “vittoria” che per molti certamente non portò sollievo né nulla da festeggiare.
Centinaia di migliaia erano gli uomini che mancavano all’appello, divorati, inghiottiti dal mulinello impazzito della guerra.
Centinaia di migliaia erano le persone che a casa piangevano la perdita di un figlio, un fratello, un marito, un padre… il 1918 è anche l’anno dell’epidemia di spagnola, che falcidiò sia militari che civili, aggiungendo altre morti e altro dolore a quello prodotto dal perdurare del conflitto.
Non c’è città in Italia che non abbia un monumento ai caduti, sia essa una piccola frazione, un piccolo paese di montagna o, ormai, una grande metropoli.
Lapidi, statue, sacrari adornano piazze, facciate di scuole di municipi… 650.000 furono i caduti italiani.
Anche San Lazzaro di Savena diede il suo contributo di vite umane alla guerra: 131 sono i caduti del comune catalogati nell’archivio del Museo del Risorgimento di Bologna, custode della memoria della Grande Guerra nel nostro territorio. L’imponente monumento di piazza Bracci, quotidianamente, ricorda a chi ha la sensibilità di dedicarci uno sguardo, la triste sorte di questi giovani ragazzi, morti lontani da casa.
Ma chi erano questi ragazzi di San Lazzaro che non tornarono più a casa?
Quale fu la loro sorte?
Questo incontro racconterà le loro storie, mostrerà i loro volti attraverso materiali d’archivio, fino ad ora spesso dimenticati, cercando di ricostruire vite e ridare una dignità a questi uomini di 100 anni ma figli di questo territorio.


Venerdì 2 marzo, ore 18.00

Ed io che posso fare?

RELATORI: Lucia Gaudenzi, Stefano Lollini

Lo scoppio della Grande Guerra mobilitò intere società civili e nessuno, seppur lontano dal fronte di combattimento, fu estraneo a quello che stava succedendo.
Le donne (madri, mogli, sorelle, figlie di combattenti) si organizzarono in associazioni e misero a disposizioni le proprie competenze e risorse per sostenere il Paese.
Nonostante nel dopoguerra venne chiesto loro di ritornare a ricoprire i ruoli tradizionali, si può affermare che la Prima Guerra Mondiale servì a mettere in luce le capacità organizzative e lavorative femminili e, soprattutto, a far emergere in queste inaspettate protagoniste la coscienza del proprio valore.

In questa occasione ci si occuperà di fare un focus su due organizzazioni a carattere volontario, soprattutto femminile, che operarono durante gli anni del primo conflitto mondiale: la Croce Rossa e l’Ufficio per Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare. Scopriremo, attraverso fotografie, letture e storie di alcune protagoniste, quale fu il campo di attività di queste organizzazioni e chi erano le donne che ci lavorarono.