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A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l'Italia
Aldo Cazzullo

L'Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante, il poeta che inventò l'Italia. Dante non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un'idea di noi stessi e del nostro Paese. Non solo. Dante è il poeta delle donne. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, condurrà Dante alla salvezza. Aldo Cazzullo ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell'Inferno, gli incontri e i personaggi, con incursioni nella storia e nell'attualità descrivendo però anche l'altro viaggio di Dante, quello in Italia, narrando della bellezza, degli scandali e della corruzione ma di cui nello stesso tempo esalta l’umanità e la capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle».

 

Come donna innamorata
Marco Santagata

Come si può continuare a scrivere quando la morte ti ha sottratto la tua Musa? È questo l’interrogativo che, l’8 giugno 1290, tormenta Dante Alighieri, giovane poeta ancora alla ricerca di una sua voce, davanti alle spoglie di Beatrice Portinari. Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, il primo incontro e l’ultimo sguardo, la malìa di una passione in virtù della quale ha avuto ispirazione e fama. È sgomento, il giovane poeta; e smarrito. Ma la sorte gli riserva altri strali…

 

Il manoscritto delle anime perdute. Un'indagine di Dante Alighieri
Giulio Leoni

Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona a turbare il poeta. Sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi e in lui nasce l’irresistibile pulsione dell’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze.

 

Inferno
raccontato e letto da Vittorio Sermonti, supervisione di Gianfranco Contini – CD audio

Vittorio Sermonti ha consentito a “qualunque italiano dotato di cultura media, intelligenza e un po’ di passione di ripercorrere il più gran libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l’avventura per approvvigionarsi di notizie e delucidazioni”. Così è nato questo “racconto-commento “ della Divina Commedia. Una prosa insieme raffinata e colloquiale, accurata e ironica, letta con l’impudenza della prima volta, con il batticuore dell’ultima.