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NOVITA' AREA ADULTI LUGLIO 2020

NARRATIVA,POESIA, FUMETTI

Abisso, Dean Koontz
Ah l'amore l'amore, Antonio Manzini
L'angelo di Monaco, Fabiano Massimi
Aria di novità, Carmen Korn
Binario sette, Louise Doughty
Black & White, Lewis Shiner
Friday black, Nana Kwame Adjei-Brenyah
I bambini di Svevia, Romina Casagrande
Il buio : la lunga notte di Stefano Cucchi, Emanuele Bissattini
I cerchi nell'acqua, Alessandro Robecchi
Di guerra e di noi, Marcello Dòmini
I giusti, Jan Brokken
Una donna normale, Roberto Costantini

L'enigma siberiano, Martin Cruz Smith
Eugenia, Lionel Duroy
Il fantasma dei fatti, Bruno Arpaia
La fiamma nel buio, Michael Connelly
Finché il caffè è caldo, Toshikazu Kawaguchi
Fiore di roccia, Ilaria Tuti
Il fuoco della vendetta, Wilbur Smith
L'inverno più nero : un'indagine del commissario De Luca, Carlo Lucarelli
Io sono il castigo, Giancarlo De Cataldo
Io sono l'altra, Cathleen Schine
Inventario di un cuore in allarme, Lorenzo Marone
Una lettera per Sara, Maurizio De Giovanni
La libertà possibile, Margaret Wilkerson Sexton
La linea del colore : il grand tour di Lafanu Brown, Igiaba Scego
Mara : una donna del Novecento, Ritanna Armeni
Il museo delle promesse infrante, Elizabeth Buchan
Olive, ancora lei, Elizabeth Strout
Oreo, Fran Ross
Nero d'inferno, Matteo Cavezzali
Non superare le dosi consigliate, Costanza Rizzacasa d'Orsogna
Paradise falls 2: L'Inferno, Don Robertson
Per il mio bene, Ema Stokholma
Prima di noi, Giorgio Fontana
Quel che affidiamo al vento, Laura Imai Messina
Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari
La ricamatrice di Winchester, Tracy Chevalier
Rime e lettere, Raffaello Sanzio
Saga degli Otori 1: Il canto dell'usignolo, Lian Hearn
Il sale della terra, Jeanine Cummins
La signora del martedì, Massimo Carlotto
Il signor Cardinaud, Georges Simenon
Il sogno della crisalide, Vanessa Montfort
La strada, Ann Petry
Tre piani, Eshkol Nevo
Tuff e la sua banda, Paul Beatty
Tutto chiede salvezza, Daniele Mencarelli
L'uomo perduto, Jane Harper

 SAGGISTICA

1918 l'influenza spagnola: la pandemia che cambiò il mondo, Laura Spinney
21 teoremi matematici che hanno cambiato il mondo, Maria Helena Souza
Alba nera: il fascismo alla conquista del potere, Antonio Carioti
Avventure di un giovane naturalista
, David Attenborough
Branding by design : gli otto caratteri della marca post digitale, Giuseppe Mayer
Il capitalismo della sorveglianza : il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri, Shoshana Zuboff
Il cigno nero : come l'improbabile governa la nostra vita, Nassim Nicholas Taleb
Colore vivo : il significato biologico e sociale del colore della pelle, Nina G. Jablonski 
Creature di un sol giorno : i Greci e il mistero dell'esistenza, Mauro Bonazzi
Le crociate viste dagli Arabi, Amin Maalouf
Da Minosse a Omero : genesi della prima civiltà europea, Louis Godart
Dante in Romagna : mito, leggende, aneddoti tradizioni popolari e letteratura dialettale, Eraldo Baldini
Dentro l'Osca : quel miracolo bolognese che seppe stupire il mondo, Carlo Cavicchi
Donne in bicicletta : una finestra sulla storia del ciclismo femminile in Italia, Antonella Stelitano
Il dopo : il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale, Ilaria Capua
Empedocle, Giorgio Colli 
Epidemie : i perché di una minaccia globale, Giovanni Rezza
Una giornata con Schrödinger: capire la fisica quantistica, Charles Antoine
*Ghiaccio: viaggio nel continente che scompare, Marco Tedesco
Giulio fa cose, Paola Deffendi, Claudio Regeni 
L'invasione immaginaria: l'immigrazione oltre i luoghi comuni, Maurizio Ambrosini
Io sono il potere : confessioni di un capo di gabinetto, raccolte da Giuseppe Salvaggiulo
Liberati della brava bambina, Maura Gancitano, Andrea Colamedici
Le lacrime di Roma: il potere del pianto nel mondo antico, Sara Rey
La lingua disonesta : contenuti impliciti e strategie di persuasione, Edoardo Lombardi Vallauri
Manuale del film : linguaggio, racconto, analisi, Gianni Rondolino, Dario Tomasi
La memoria rende liberi, Enrico Mentana, Liliana Segre
Il mondo in fiamme : contro il capitalismo per salvare il clima, Naomi Klein
La nazione delle piante, Stefano Mancuso
Nell'antropocene : etica e politica alla fine di un mondo, Gianfranco Pellegrino, Marcello Di Paola
Nella testa del dragone : identità e ambizioni della nuova Cina, Giada Messetti
Pachidermi e pappagalli: tutte le bufale sull'economia a cui continuiamo a credere, Carlo Cottarelli
Il pericolo di un'unica storia, Chimamanda Ngozi Adichie
Il pianeta umano : come abbiamo creato l'Antropocene, Simon L. Lewis e Mark A. Maslin
Questa è l'America : storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro, Francesco Costa
Raffaello : 1483-1520, Claudio Strinati
Raffaello pugnalato, Marco Carminati
La seconda guerra fredda : lo scontro per il nuovo dominio globale, Federico Rampini
Sotterranei e segreti di Ravenna, Paola Novara
Sotto padrone : uomini, donne e caporali nell'agromafia italiana, Marco Omizzolo
Spillover: l'evoluzione delle pandemie, David Quammen
Storia della Resistenza, Marcello Flores, Mimmo Franzinelli
La tentazione del muro : lezioni brevi per un lessico civile, Massimo Recalcati
Tra me e il mondo, Ta-Nehisi Coates
Trattori Motori e Carioche di Romagna, Matteo Vitozzi
Ventun donne all'assemblea, Grazia Gotti
Vivere la musica : affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco, Motta
Virus, la grande sfida : dal coronavirus alla peste : come la scienza può salvare l'umanità, Roberto Burioni
L'umanità in pericolo : facciamo qualcosa subito, Fred Vargas

Gruppo lettura BiblioNoir


Prossimo incontro: Lunedì 18 dicembre – ore 20,00-22,30

LIBRO: Shutter island
Autore: Dennis Lehane

shutter island

A chi arriva dal mare l'isola non fa una bella impressione. Una macchia scura in mezzo alla foschia, alberi macilenti e radi a interromperne il grigiore. Lì l'agente federale Teddy Daniels sa che lo attende un incarico delicato: una paziente dell'Ashecliffe Hospital, istituto per la detenzione e la cura dei criminali psicopatici, è scomparsa e le sue preoccupanti condizioni psichiche ne rendono più che urgente il ritrovamento.
Ma su quell'isola, che un uragano travolge impedendo qualunque collegamento con la terra ferma, niente è davvero ciò che sembra...

 

 

 

 

 

 

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Le recensioni del Gruppo Sanleggeredisavena - 2017

 


Le braci, di Sandor Marai – Adelphi ed.

 

Libro intenso, scritto magistralmente, denso di descrizioni accurate ed osservazioni profonde. Fornisce un affresco accurato ed avvincente di un mondo che ci può apparire lontanissimo, benché si riferisca a fatti conclusi meno di un secolo fa. Fotografa antichi valori (o presunti tali) vissuti con assolutezza ed intransigenza a totale discapito delle felicità personali. Domina una rigidità di principi (forse più consona a popoli mitle-europei) difficile per noi da comprendere e, ancor di più, da condividere.
Roberto Breschi


Un vecchio generale asburgico che più asburgico non si puo' (nel 1940!!!) nel suo castello immerso nei boschi dei Carpazi, srotola in una sola notte un lunghissimo elenco di ricordi rimuginati con allenamento costante per più di 40 anni e quindi nitidi e dettagliati.
Assieme ai ricordi ci sono considerazioni appassionate sul senso della vita, sulla morte e sui sentimenti. Per il generale il sentimento più profondo è l'amicizia ed è il suo più grande amico, ricomparso dopo un'assenza di 41 anni, il destinatario di queste riflessioni. Si dipana una storia che si rivela un thriller emozionante per l'altissima tensione narrativa. Cherchez la femme!
Magistrale!
Maria Gabriella Deling

 


Gruppo di lettura Sirene

Prossimo incontro: Lunedì 23 marzo – ore 18,00-20,00

LIBRO: Addio ai fantasmi
Autore: Nadia Terranova

 

addio ai fantasmi

Una casa tra due mari, il luogo del ritorno.
Dentro quelle stanze si è incagliata l'esistenza di una donna.
Che solo riattraversando la propria storia potrà davvero liberarsene.
Nadia Terranova racconta l'ossessione di una perdita, quel corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti, ciascuno alla propria battaglia.

Le recensioni del Gruppo Lettori in Media - 2017

 


Gli innamoramenti,
di Javier Marias

 

      Javier Marias non fa per me. L’unica cosa che ho trovato realmente apprezzabile è l’idea dell’inconoscibilità della realtà, il fatto che per quanto svisceriamo un avvenimento  per cercare di capirne la natura, ci sarà sempre un’ombra, un velo, un dubbio  che ci impedisce di conoscerlo fino in fondo.  La nostra interpretazione della realtà è condizionata dai nostri sentimenti. Cosa è successo veramente a Deverne/Desvern? Era davvero malato come Diaz-Varela vuol far credere a Maria? E’ stato ucciso dall’amico geloso e innamorato della moglie? E che ruolo ha Luisa in tutto questo? Sembra  ignara di tutto ma forse c’è qualche possibilità che nessuno ha considerato: chi ci dice che non fosse d’accordo con il suo amante fin dall’inizio? E perché Ruiberriz sostiene che Diaz Varela non sia mai stato innamorato di Luisa? I dubbi che rimangono sono tanti, nonostante 400 pagine di analisi di ogni singolo istante, ogni parola, ogni possibilità. A parte questo però, non ho apprezzato molto altro del libro. Lo stile è troppo ridondante, per dirne una. Per esprimere un concetto ci vogliono due pagine, per raccontare un semplice episodio due capitoli. Le frasi sono lunghe anche più di venti  righe quando potrebbero esserlo la metà. I sinonimi si sprecano, e così l’abitudine di dire la stessa cosa in cinque, sei maniere diverse, per di più nella stessa frase. Rimango dell’idea che questo libro poteva essere scritto con la metà delle pagine, mantenendo il mistero e guadagnando in fascino.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Maddalena F.

 


      Il ritmo lento della storia in certi momenti mi ha spinto ad abbandonare la lettura ma ho proseguito perché in altre invece mi ha stimolato ad andare avanti. Mi sono ritrovata in pieno in tante riflessioni e monologhi interiori. Le riflessioni e gli spunti mi hanno fatto pensare a miei casi personali, ho trovato parole che io avevo pensato tante volte e al vederle scritte me le sono sentite mie. Il libro richiede una lettura attenta e riflessiva. Il mio giudizio sul libro è perciò positivo.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Emanuela M.

 

    Il romanzo è scritto in modo ampolloso e inutilmente erudito, pieno di incisi, allontanamenti continui dalla centralità del racconto, con un uso del dialogo interiore pesante e pedante. Solo nella terza parte si riesce finalmente a coglierne l’essenza, quando oramai la noia ha preso il sopravvento. Vorrebbe scandagliare le profondità dell’animo, tirando  fuori i legami più intimi e segreti fra la vita e la morte, fra l’innamoramento e il disincanto, fra l’amicizia assoluta che esige anche più dell’amore, e soprattutto fra il lasciar andare chi non c’è più e il trattenerlo per forza oltre la fine della storia e della vita stessa, ma non vi riesce del tutto e trasforma questo scandaglio nei sentimenti più simile all’operazione di un chirurgo che non all’esplorazione umanissima e partecipe in ciò che siamo.
    Gli espedienti letterari di imbastitura della storia sono talmente improbabili da risultare finti, i personaggi non hanno spessore, fanno solo sfoggio delle loro conoscenze, tanto da risultare antipatici. Come si fa ad innamorarsi del gelido esteta Dìaz Valera che cita Balzac, Shakespeare, Keats, Dumas e dovrebbe invece sprigionare sensualità, o amicizia incondizionata verso l’amico Miguel o ancora malvagità assoluta e calcolo se il racconto a Maria è falso? E Maria stessa, la “Giovane Prudente”, non ha colore, la si vede “invaghita” della vita degli altri, Luisa e Miguel in primis, che osserva da lontano e poi innamorata di Dìaz Valera, senza che il lettore ne sia minimamente coinvolto.
      Il titolo del romanzo: gli innamoramenti citazione da I tre moschettieri poteva essere indovinato, come indovinata sarebbe stata la storia se sfrondata di tanti inutili rami che l’appesantiscono, dando solo ogni tanto, nella noiosità del racconto,  una possibilità di riflessione sui grandi temi che l’A. cerca di affrontare: la casualità e la fragilità della nostra vita, l’ineluttabilità degli addii, ma anche la grande risorsa, o istinto di conservazione dell’essere umano, la sua capacità di saper ricominciare,
perché se:
“niente dura abbastanza perché tutto finisce, e una volta finito risulta che non è mai stato abbastanza anche se è durato cent’anni”
È altrettanto vero che :
“Non soltanto si devono lasciar andare i morti quando indugiano o li tratteniamo; si devono anche liberare i vivi a volte”
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Claudia B.
    

    Libro dalla trama originale, ma di lettura faticosa perché l’autore insiste a ‘ruminare’ concetti spesso ripetitivi ed esposti in frasi non scorrevoli. Alcune osservazioni interessanti e non banali sono alternate ad altre piuttosto ovvie, tanto che le 300 pagine sarebbero, a mio parere, riducibili a meno di 200 senza perdere contenuto. La scrittura è in prima persona, ma l’innamoramento della protagonista suona fasullo e non realistico, tanto da far dubitare sulla capacità dell’autore nel conoscere l’animo femminile.
    Roberto B.

 



La donna giusta di Sándor Márai

 

 

Sandor Màrai racconta un unico evento da angolazioni diverse. La stessa storia da diversi punti di vista: una moglie, un marito, l’amante di lui e l’amante dell’amante di lui, a distanza di anni e in circostanze diverse, danno sfogo ai ricordi in un fiume continuo di rivelazioni che illuminano ombre che tali sarebbero rimaste se avessimo ascoltato soltanto la versione di uno dei quattro.
Ogni racconto conferma fatti avvenuti e aggiunge nuova luce. E’ stato strano rovesciare le mie convinzioni a ogni pagina e fare spazio a nuove conoscenze.
Ho provato sensazioni diverse e mi sono ritrovato a riflettere su piani diversi, prendendo ogni volta le parti di uno e dell’altro protagonista. Màrai accompagna il lettore in un viaggio di emozioni, di convinzioni, reali e presunte, che vengono smontate di volta in volta per poi successivamente essere spesso riconfermate.
Più che un racconto d’amore, pare una storia di vite concrete radicate in un periodo denso di significato per la storia contemporanea (anni subito precedenti e successivi alla seconda guerra mondiale), anni di dolore, di abbandono, di morte e di speranza di una rinascita. Un intreccio di vite appartenenti a ceti sociali diversi che tentano di intersecarsi ma che si arrendono alla loro origine non negoziabile. Uno scorcio di società carico di aspettative di cambiamento che si ritrova invece a rivivere vecchi incubi e oppressori già fin troppo conosciuti.
In questi anni del ‘900 si muovono le storie di questi quattro personaggi che a modo loro raccontano la loro verità e cercano di spiegare al lettore come non esistano persone giuste ma soltanto uomini e donne con cui decidiamo di vivere e condividere la vita.
Michele M.

 

    Amore totalizzante e non corrisposto, rapporto amore-odio tra le classi sociali,la solitudine come unica possibilità di vita, crollo dell'"ordine" europeo e crollo dei muri di Budapest con la seconda guerra mondiale, requiem per la borghesia di ieri, la "vera" cultura vs le mere conoscenze: questi i temi del ridondante romanzo di 440 pagine, di cui, a mio avviso, almeno 100 non indispensabili.
    Il romanzo è formato da quattro monologhi non omogenei tra loro, flussi di ricordi di 4 persone diverse, elaborati in epoche diverse: la stessa vicenda viene raccontata in 4 versioni: ogni versione riprende qualcosa della precedente e la continua, aggiungendo tanti dettagli nuovi e colmando lacune.
    Ho trovato emozionante e impeccabile come stile di scrittura la prima parte, non ho affatto apprezzato invece il secondo monologo ricchissimo di meditazioni, che si ripiegano su se stesse disordinatamente e uggiosamente, ripetendo quasi a forma di spirale gli stessi mantra. Anche il monologo di Judith non è esente da ripetizioni ma almeno ci sono riflessioni spiritose sulla borghesia e i suoi rituali liturgici. (la descrizione della tomba di famiglia è davvero esilarante). Si avverte che la quarta parte è posticcia, sembra scritta da un'altra mano, che sentiva il bisogno di completare la vicenda.
    La figura dell'intellettuale Lazar, unico personaggio che ha rapporti con i personaggi principali, in sé intrigante, ingarbuglia a mio avviso inutilmente tutto il romanzo inglobando una noiosa e non del tutto condivisibile diatriba sul significato di cultura: essa non è fatta di conoscenze bensì "è esperienza, è quando una persona o un popolo sono pieni di gioia immensa (.…) al tempo degli antichi greci coinvolgeva gioiosamente tutto il popolo".
Maria Gabriella D.

 


Libro ponderoso di acuta introspezione dell’animo umano che finisce per essere di lettura piuttosto pesante. Ho molto appezzato la prima delle tre parti, anche perché si presenta la storia da un primo punto di vista e c’è la novità del racconto. Le altre due parti danno versioni diverse degli stessi fatti, completandoli e, a volte, ribaltandone il significato. Fra i vari temi chiave, credo che il principale sia quello della CULTURA, bene superiore che l’autore presenta come una dote innata che non si può apprendere e tanto meno comprare. Essa può imporre sacrifici grandi, quasi sovrumani, ma ricompensa dando la GIOIA, vero segnale del raggiungimento della meta più alta: la VERA cultura.
Roberto B.

 


    Il mio giudizio su La donna giusta è senz’altro positivo. Ho apprezzato l’originalità della struttura e il virtuosismo necessario per tenerla in piedi. Lo stesso schema “monologante” lo presenta anche il suo romanzo più famoso, Le braci, che è senz’altro un’opera più compatta, più drammatica e più nitida di questa. La mancanza di tali qualità rende la lettura de La donna giusta più pesante, ma – individuata una chiave di lettura che mi soddisfacesse – lo sforzo è giustificato.
    L’indizio che mi ha spinto a leggere il romanzo da un’angolazione nuova è stato l’anno di pubblicazione, il 1941. Nel testo, però, si parla chiaramente di eventi successivi alla guerra. Si tratta quindi di un romanzo che assembla un romanzo compiuto e perfetto nella sua struttura (le prime due parti) con un altro romanzo breve (la terza parte) e con un racconto finale. Complessivamente il romanzo si è così trasformato in qualcosa di diverso, cambiando persino genere. È infatti diventato una specie di romanzo epistolare a tre personaggi (lo stesso Màrai, in tre epoche e in tre luoghi diversi della sua vita).
    La drammaticità assunta dal nuovo testo è molto forte. La perfezione formale del primo libro viene distrutta dalle altre due parti. La terza smentisce tutto quello che credevamo di sapere sulla storia; mentre l’entrata in scena della protagonista “raccontata” nei primi due capitoli basta a stravolgere ogni idea e giudizio ci eravamo fatti su di lei. La quarta parte dissolve persino la forma del romanzo; e i suoi personaggi sono nuovi, o irriconoscibili. La vicenda narrata è la vicenda di Màrai stesso, le cui peregrinazioni sono state trasferite nei personaggi. La disillusione e la fine degli alti ideali borghesi è quella da lui provata. Alla fine Màrai sembra dirci: il mondo si è ora ristretto alle individualità, il talento non circola, le ambizioni vengono limitate dall’ambiente che le reprime. La risposta a questo stato di cose di due “proletari”, Judith e il batterista, sono ciniche e prive di slanci, ma loro è la ragione, non della vecchia, aristocratica borghesia a cui Marai appartiene.
Mirko de G.

 


“La donna giusta” è uno di quei romanzi che richiederebbero ore per darne un adeguato e completo resoconto critico. La narrazione si intreccia alla biografia dell’autore, con stili e temi differenti che rispecchiano i vissuti di Màrai (e dell’alta borghesia ungherese) prima, durante, dopo la seconda guerra mondiale e in più luoghi, da Budapest a New York. Proprio per questo la lettura risulta complessivamente faticosa, eppure gratificante per la bellezza delle descrizioni psicologiche, delle riflessioni e punti di vista sull’amore e sul significato più profondo del concetto di ‘cultura’. Le prime due parti sono perfette per registro stilistico, la terza è del tutto imperfetta ma di forte impatto e densa di sorprese; la quarta è la meno riuscita, interessante per come Màrai vede il capitalismo e la moderna democrazia dopo il fallimento dei regimi precedenti. Il personaggio che più mi ha colpito è Lazàr, vale a dire lo scrittore stesso che cerca di sublimare nel linguaggio gli errori/orrori dell’umanità… sino all’afasia.
Elisa D.

 


"La Donna Giusta" trovo che sia un libro, certamente impegnativo, ma estremamente dettagliato nella descrizione dell'animo umano. In particolare, come dice l'autore stesso, descrive le ipocrisie di un certo ceto sociale.
Erika O.             

                         

    Libro molto interessante, anche se a tratti prolisso. Mi è parsa molto bella l'idea della costruzione narrativa, fatta di lunghi monologhi; a mio parere questo tipo di struttura si adatta bene ad una rappresentazione teatrale. Anche leggerlo in formato audiolibro non sarebbe stato male. E' un libro che non punta tanto sulla trama, quanto all'approfondimento psicologico dei personaggi, e a discussioni ideologiche e filosofiche.
    Ho preferito i monologhi femminili a quello del marito, troppo denso di elucubrazioni mentali. L'epilogo mi è sembrato quasi un elemento di rottura rispetto alla narrazione precedente: mentre i tre monologhi, anche se scritti in epoche diverse, sono intrecciati coerentemente tra loro, le ultime pagine rivelano fatti storici solo accennati nelle narrazioni precedenti. Il batterista racconta fatti, mentre prima si raccontavano sentimenti, e i fatti erano solo ad essi funzionali. Ho avuto la sensazione che attraverso il personaggio del batterista, l'autore abbia voluto completare il libro con elementi di denuncia storica e politica. Facendo questo però, esce dai binari su cui aveva costruito tutte le parti precedenti. Il triangolo amoroso, la ricerca dell'amore vero, della persona giusta, non sono l'unica tematica del romanzo, e a mio avviso neanche la principale: il tema fondante è la distruzione della borghesia, la decadenza di un mondo e di un sistema culturale; sistema che dopo anni di guerra e occupazione ritrova i proprio valori radicalmente cambiati.
    Infine, una riflessione su Lazar, personaggio chiave che compare in tutti i monologhi, e che assume per ognuno dei protagonisti una valenza diversa, ma sempre ambigua e sfuggente. Lazar pare quasi uno spettro, una proiezione irreale delle paure o dei desideri degli altri: compare dal nulla come amico del marito; scompare, sempre nel nulla, dopo il suo trasferimento a Roma. Per Ilonka rappresenta un elemento di disturbo, una persona ambigua che per cui non esistono confini tra realtà e finzione (il primo incontro è durante uno "scherzo" che Lazar e il marito di Ilonka le giocano; durante l'ultimo incontro invece Lazar fornisce informazioni che i monologhi successivi riveleranno false, o quanto meno discutibili). Per il marito, Lazar è il "testimone oculare": una sorta di ombra a cui lui si rivolge continuamente prima di prendere decisioni importanti. Per Judith infine, forse Lazar rappresenta la "persona giusta", o la felicità, che come tale è sfuggente, inconsistente, e che Judith rincorre fino all'ultimo dei suoi giorni.
Maddalena F.


Gruppo lettura Lettori in Media

Fahrenheit 451

 

     

    Prossimo incontro:

    Lunedì 16 marzo – ore 18:00-20:00

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     Autore: Ray Bradbury

     Libro: Fahrenheit 451

 

 

 

 

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole la legge. Montag però non è felice della propria esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica. 


 

 

 
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Leggi

le recensioni 2018-19 del Gruppo di lettura Lettori in Media
le recensioni 2017-18 del Gruppo di lettura Lettori in Media

Ogni anno viene realizzato un diario dei gruppi:

2016 - 2017
2015 - 2016
 
2014 - 2015
2013 - 2014
2012 - 2013

Gruppo lettura Sanleggeredisavena

 

Nudi e crudi

 

     Prossimo incontro:

     Lunedì  9 marzo, ore 17:00-19:00

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     Autore: Alan Bennett

     Libro: Nudi e crudi
     

 

 

 

 

 

Trovare la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima – in questo caso un avvocato londinese agiato e pedante – ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula, certo piuttosto radicale, di candid camera. Travolti da una realtà truce e demenziale, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori, come da una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi. Questo racconto suscita una reazione pressoché unica nella letteratura degli ultimi anni: una ilarità che assale sin dalle prime righe – e quanto più si procede, tanto più essa si mescola con la percezione di una inquietante perfidia.

 

 

 

 

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Leggi:

le recensioni 2019-20 del Gruppo di lettura SanLeggerediSavena
le recensioni 2018-19 del Gruppo di lettura SanLeggerediSavena
le recensioni 2017-18 del Gruppo di lettura SanLeggerediSavena

 

Negli anni passati sono stati realizzati i Diari dei gruppi:

2016 - 2017
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